SISTEMA DEI CONTROLLI

I principi fondamentali ai quali sin dalla fondazione, è ispirata la governance di Arpinge, sono l’autonomia gestionale della società; la  trasparenza e tracciabilità dei processi decisionali e la professionalità e collegialità  delle decisioni assunte dal management.

Tali principi sono stati declinati in specifiche procedure e nei presidi organizzativi di verifica e controllo dei quali la società si è dotata. In questo senso, la definizione del Sistema dei Controlli è stata ispirata, secondo un criterio di proporzionalità, ai principi e alla disciplina di vigilanza applicabili al settore del risparmio gestito, tenendo conto delle caratteristiche peculiari della Società.

Il vigente Manuale delle Procedure sorveglia le principali aree di rischio dell’attività aziendale, tramite un articolato corpus procedurale, che tra l’altro include:

  • Procedura Investimenti – volta a regolare le fasi che compongono il processo decisionale della Società avente ad oggetto proposte di investimento o disinvestimento, disciplinando al contempo l’esecuzione delle operazioni e delle attività di monitoraggio. L’autonomia e l’efficacia del processo sono assicurate, tra l’altro, dalla creazione di livelli approvativi differenti e ordinati gerarchicamente e per competenza funzionale, nonché con l’istituzione di un comitato tecnico con funzioni consultive e di supporto, il Comitato Investimenti. Per ragioni di trasparenza il Gruppo Arpinge non accetta segnalazioni di opportunità anonime da parte di mediatori e intermediari diversi da operatori professionali ai quali è stato conferito esplicito mandato dal potenziale venditore nell’ambito di un processo strutturato di confronto con il mercato.
  • Procedura Conflitti di Interesse e Parti Correlate – che regola le modalità di individuazione e gestione delle situazioni di conflitto di interesse rilevanti, anche potenziali, che possono coinvolgere la Società e tutti coloro che vi lavorano o vi collaborano a vario titolo. Tale procedura disciplina i presidi organizzativi e procedurali idonei a ridurre al minimo il rischio di tali conflitti o comunque a gestirlo in maniera adeguata e tracciabile, nell’interesse degli azionisti e di tutti gli altri stakeholders. In questo senso, in ragione della rilevanza del potenziale conflitto rispetto alla struttura manageriale e all’assetto proprietario, nonché anche della dimensione economica delle decisioni da assumere, è prevista, ad esempio, l’applicazione di processi decisionali rafforzati o l’escalation ai livelli approvativi superiori e, in ogni caso, la tracciabilità del percorso decisionale. Particolare attenzione viene dedicata al conflitto di interesse di soggetti coinvolti nell’ambito della governance di Gruppo in quanto titolari di informazioni confidenziali e di potere di influenza. Al riguardo, la posizione nell’ambito della governance di società del Gruppo è incompatibile con l’esistenza o l’attivazione di rapporti commerciali con società di Arpinge.
  • Sistema Organizzativo dei Controlli Interni – introduce e definisce i criteri principali e generali attinenti l’identificazione, la valutazione, la misurazione, la gestione ed il reporting dei principali rischi ad oggi identificati riguardanti l’intera operatività aziendale, tra i quali quelli relativi  alla non conformità alla normativa (compliance).

MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO PREVISTO DAL D.Lgs. 231/2001

Nell’ambito dei presidi di controllo, il gruppo Arpinge ha provveduto a dotarsi di un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (“Modello 231”) ex D.Lgs. 231/01 nonché ad istituire l’Organismo di Vigilanza.

Il D.Lgs. 231/2001 ha introdotto il principio della responsabilità delle Società di capitali e di altri soggetti giuridici (gli “Enti”) per una determinata tipologia di reati (i “reati presupposto”) commessi, nel loro interesse o a loro vantaggio, dai propri dipendenti e/o dai propri soggetti apicali (ad es., amministratori, sindaci, dirigenti, rappresentanti dell’Ente, nonché soggetti sottoposti alla loro direzione o vigilanza), a meno che, tra le altre condizioni, l’Ente abbia adottato ed efficacemente attuato un idoneo modello di organizzazione, gestione e controllo.

Il Modello 231 costituisce un forte riferimento per Arpinge e per le sue controllate dirette ed indirette, nel presupposto di correttezza e trasparenza operativa che caratterizza l’azionariato ed il management della stessa. In altri termini, si è ritenuto opportuno, anche in questo caso, allineare – seguendo un criterio di efficacia, efficienza e proporzionalità – la governance della Società alle best practices di mercato, al fine di garantire correttezza e trasparenza dei processi decisionali.

Quale parte integrante del Modello ex D.Lgs. 231/2001 adottato da Arpinge, è stato elaborato un articolato Codice Etico che individua i principi, i comportamenti ed i meccanismi di attuazione ai quali la Società riconosce valore etico positivo ed ai quali devono conformarsi tutti i destinatari del Codice, ovvero gli amministratori, i sindaci, i soggetti che operano per la società incaricata della revisione della Società, i suoi dipendenti, inclusi i dirigenti, nonché tutti coloro che, pur esterni alla Società, operino, direttamente o indirettamente per Arpinge (es., procuratori, agenti, collaboratori a qualsiasi titolo, consulenti, fornitori, partner commerciali).